Altri vantaggi sono da ricercare, oltre che in un effetto terapeutico, anche nell’economicità di esercizio. Infatti non necessita di alcun intervento di personale essendo l’impianto automatizzato. L’utilizzo dell’ozono nell’igienizzazione delle piscine induce un risparmio dell’80-90% di cloro ed una diminuzione del 50% dell’acqua di reintegro. L’ozonizzazione delle piscine riduce le cloramine dell’80%, conferisce una maggiore cristallinità all’acqua per una maggiore filtrabilità delle sostanze organiche e riduce i trialometani.
L’Ossigeno-Ozono Terapia è ampiamente utilizzata particolarmente in Germania ed in Svizzera, mentre negli USA, alcune strutture private hanno iniziato a praticare trattamenti sperimentali nell’ambito della ricerca contro la diffusione dell’AIDS. Questa pratica terapeutica è molto diffusa nell’Europa Orientale e Cuba anche perché il rapporto costo/beneficio è assolutamente favorevole.
In Italia l’Ossigeno-Ozono Terapia ha avuto ufficialmente inizio nel 1983, con la costituzione della Società Italiana di Ossigeno-Ozono Terapia. Attraverso l’attività di ricerca clinica e sperimentale e grazie a Corsi e Congressi, l’Ossigeno-Ozono Terapia si è ampiamente diffusa ed a tutt’oggi sono circa 1.000 i medici che utilizzano tale metodica. La ricerca nel campo dell’Ossigeno-Ozono Terapia è attualmente attiva anche a livello universitario ed in particolare nelle seguenti strutture: Clinica dermatologica dell’Università di Pisa, Istituto di Fisiologia Umana dell’Università di Bologna, Istituto di Anestesia e Rianimazione della I Facoltà di Medicina - Università di Napoli, Istituto di Farmacologia II - Università di Pavia, Istituto di Fisiologia - Università di Siena e Istituto di Fisiologia Umana - Università di Catania.






