Le persone più colpite sono quelle che svolgono un lavoro "assistenziale" o di "immagine": insegnanti, medici, infermieri, poliziotti, sacerdoti, operatori del volontariato. Queste persone devono farsi carico di una duplice fonte di stress: il loro stress personale e quello delle persone assistite. Questo aspetto ha finito per coinvolgere anche gli sportivi, quando "sentono" troppo l'obbligo del risultato per se stessi e per i propri tifosi e sponsor.´
Le fasi attraverso le quali si sviluppa questa sindrome:
- fase dell'entusiasmo idealistico, per il proprio lavoro o sport
- fase della stagnazione, quando le aspettative di realizzazione e di risultati cominciano a non coincidere con la realtà
- fase della frustrazione, quando la persona avverte sentimenti di inutilità, di inadeguatezza, di insoddisfazione, uniti alla percezione di essere sfruttato o, comunque, poco apprezzato; iniziano comportamenti di fuga dal lavoro ed atteggiamenti aggressivi verso gli altri e se stessi
- fase dell'apatia: l'interesse e la passione per il proprio lavoro o sport si spengono completamente; subentra l'indifferenza fino alla "morte professionale o sportiva"






